Dalle suggestioni Feng Shui ad un progetto di riqualificazione del verde pubblico, realizzato e ora in mostra in uno dei giardini più belli della città.
Affluenza record per la conferenza “Feng Shui da giardino”, tenutasi il 26 settembre alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza. Oltre centocinquanta le persone che hanno partecipato all’incontro, tra professionisti della progettazione dei giardini, architetti e tanti appassionati del tema.
La conferenza. La disciplina orientale che insegna a disporre gli spazi secondo l’energia del cosmo, in armonia con la natura e per il benessere della persona è stata il tema cardine dell’evento, nonché la sottile forza ispiratrice di un progetto pensato per valorizzare, attraverso percorsi e arredi, un piccolo gioiello verde inserito nel contesto urbano: il giardino antistante la Biblioteca “La Vigna”. Un progetto dalle influenze Feng Shui, messo a punto dalla progettista Gabriella Amatori dello studio Amatori Architettura & Design, per migliorare senza stravolgere l’architettura del giardino. E sviluppato con il tocco prezioso di Novello Giardini, storica azienda di Montichiari (Brescia) che ha firmato alcuni tra i più bei giardini al mondo, l’originalità delle sedute in marmo di Kreoo by Decormarmi (di Chiampo), simili a tondeggianti ciottoli di fiume, e il sapore orientale degli elementi di antiquariato firmati Artasia.
Il Feng Shui. Ad introdurre il pubblico nel mondo del Feng Shui, spiegandone simboli, significati e il contesto culturale da cui si è sviluppata la filosofia, è stato Roberto Marrocchesi, pioniere di questa disciplina nel nostro Paese sin dagli anni ’80. «Feng Shui significa letteralmente vento e acqua - racconta Marrocchesi - come i due elementi che plasmano la terra e che determinano le caratteristiche più o meno salubri di un particolare luogo. L’espressione si riferisce a quando il vento si arresta sulla riva del mare. È in quel preciso istante che la vita prende forma e che si generano tutti i fenomeni, nati appunto dall’interazione tra il cielo e la terra».
Secondo la filosofia del taoismo, da cui il Feng Shui proviene, esistono due principi generali che guidano lo sviluppo degli eventi naturali: il “ch’i” e l’equilibro dinamico di Yin e Yang. Lo Yin è il principio umido, oscuro e femminile, lo Yang invece è il principio caldo, luminoso e maschile. Nel Feng Shui, lo Yin è rappresentato dall’acqua e lo Yang è il vento inteso come respiro. Nel concreto, «il giardino Feng Shui rispecchia l’equilibrio dell’universo che nello spazio verde viene rappresentato secondo regole non rigide, dando un ordine e una posizione precisa ai cinque elementi naturali».
È dunque dalle coordinate generali del Feng Shui che ha preso le mosse il confronto tra i relatori, arricchito dalla presentazione della bozza di progetto per il giardino de “La Vigna”, nata inizialmente per dare vita ad uno spazio capace di tradurre in se stesso le regole del giardino orientale.
Il progetto. «Sono sempre stata affascinata da questo angolo verde, che per me è una specie di giardino misterioso e segreto, pur inserito nel contesto urbano - afferma Gabriella Amatori - Per questo spazio ho deciso, in accordo con il professor Marrocchesi, di sviluppare un progetto seguendo il mio istinto e slegandomi dunque dai principi del Feng Shui. Fa parte della filosofia orientale, infatti, l’uso del nostro primordiale senso intuitivo».
E come il Feng Shui è espressione del Wu Wei, cioè dell’azione senza azione sulla natura, del “non-intervento” dell’uomo che agisce senza renderlo evidente, così l’intervento per il giardino de “La Vigna” ha risposto alla volontà di rispettare lo spirito del luogo ricreando quell’armonia tra ambiente costruito e ambiente naturale.
«Non serve inventare nulla, basta ascoltare e osservare il territorio - prosegue Amatori - L’intuizione, le emozioni e quella che chiamiamo la prima impressione quando vediamo un luogo, sono fattori che già forgiano la nostra idea. Sembra impossibile, ma noi in quel momento già visualizziamo il nostro progetto».
E l’idea di Gabriella Amatori si è sviluppata attorno alla scultura che attualmente campeggia al centro del giardino: “le lune di Galileo” di Margherita Michelazzo. Concepita per il centenario delle scoperte di Galileo, l’opera è diventata il baricentro naturale dell’intervento di riqualificazione del giardino.
Ecco come la professionista illustra il suo studio progettuale: «La prima impressione che ho percepito quando ho visto il giardino è stata la precarietà della collocazione della scultura, priva a mio parere, di un proprio spazio vitale. Il percorso pedonale esistente intersecava l’opera in maniera conflittuale. In altre parole, questo meraviglioso giardino e questa bellissima scultura non dialogavano in maniera armonica». La soluzione era inserire un elemento nel contesto: «Ho colto l’esigenza di creare nel progetto definitivo uno spazio d’acqua - per ora non ancora realizzato nel concreto - in cui le Lune potessero riflettersi e che potesse amplificare il loro movimento quasi ad aumentarne le vibrazioni. Ho immaginato il riflesso della sezione di arco nell’acqua e ho ricreato lo stesso segno sul terreno scoprendo che la forma, somigliante a una foglia, ben si inseriva nel contesto. Il tutto sembra così simboleggiare ed esaltare la fertilità e, come per incanto, la scultura comincia ad integrarsi in maniera armonica al giardino. È poi venuto spontaneo continuare lo stesso segno curvilineo della foglia fino alla collina, ad evidenziare il percorso dell’acqua dalla sorgente».
La mostra. Un percorso, quello pensato dalla progettista, punteggiato dagli arredi, dai profili e dalle eleganti apposizioni curati delle tre aziende partner nella realizzazione del progetto: angoli dedicati al relax, alla meditazione, letti di foglie, originali sedute in marmo ed evocative lanterne a creare un'atmosfera di forte impatto emozionale.
E il giardino della Biblioteca così allestito è stato protagonista della settima edizione della Giornata del Contemporaneo, celebrata su tutto il territorio nazionale lo scorso sabato 8 ottobre. All’interno di un’iniziativa dedicata agli artisti e alle nuove idee, non poteva mancare una proposta in grado di unire l’arte, la progettazione dei giardini e le suggestioni orientali legate al rapporto tra uomo e ambiente.
Ora saranno gli arredi sistemati per l’occasione nel giardino a dare un segnale di continuità agli argomenti trattati durante l’evento. Il termine inizialmente fissato per la mostra (9 ottobre) potrebbe essere prorogato fino a quando non saranno la Soprintendenza e gli enti preposti ad occuparsi della sistemazione del giardino. Le installazioni visibili al pubblico anche oltre questa data potrebbero prolungare la percezione armoniosa di quello spazio verde che in una serata di fine settembre ha fatto proprie le suggestioni del Feng Shui.
«Non è stato facile rendere leggere e appetibili queste tematiche - hanno commentato i curatori dell’Agenzia Energy Life che ha ideato e coordinato l’evento - ma ci siamo riusciti scegliendo un approccio concreto e immediato e ricreando all’esterno uno spazio in cui tutti i partecipanti si trovavano in perfetto agio, in perfetto stile Feng Shui».